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lunedì 5 maggio 2014

I can see everything clearly.



Capital City - 2513

Ho compreso come, indipendentemente da tutto, si riesca a dare il giusto valore a qualcosa solo dopo averla persa. 
Come l'odore dell'aria pulita o il vento sulla pelle, i suoni ed i rumori della vita comune di tutti i giorni. 
Il cielo più azzurro di quanto non lo sia dietro il vetro spesso della finestra nella mia stanza alla clinica, il profumo dei fiori nelle aiuole coltivate, la risata dei bambini mentre si rincorrono per i vicoli. 
Non credevo potessero mancarmi queste cose, non gli avevo mai prestato più di tanta attenzione. Erano minuzie, erano particolari irrilevanti, una sotto trama di una vita con un filone narrativo già definito e da seguire.

Rendersi conto di questa parte della realtà è stato destabilizzante.

- Dottor Russell?

- ...

- Dottor Russell preferisce rientrare?

- no.

- Bene.

- Mi ha chiamato Dottore.

- Non lo è forse?

- Nessuno mi ha chiamato Dottore da quando sono entrato in clinica.

- Ora siamo fuori dalla clinica.

Credetti che mi stesse prendendo in giro. Eppure quando l'osservai bene, non vidi altro che la semplicità sul suo volto, come se avesse detto una cosa vera, coerente senza artificiosità, senza doppi sensi. 

- State esaminando il mio caso?

- Pura curiosità Dottor Russell.

- E non lo ritenete offensivo?

- Siete un medico. Se vi trovaste davanti la possibilità di esaminare un soggetto per comprendere la malattia che lo affligge allo scopo di ricercare una cura per possibili pazienti futuri, cosa fareste?

- Esaminerei il Soggetto.

- Appunto.

Ancora una volta la semplice schiettezza, la raffigurazione della realtà rappresentata dalle sue parole era qualcosa di indiscutile, reale... non un pensiero ma una certezza, un fattore concreto, come nell'arte medica, o nella matematica dove persino le varianti vengono risolte, o utilizzate per ottenere risultati certi. 

- Allora l'aiuterò a risolvere questo caso clinico Dottor Stone.

- Ottimo, la ringrazio. Dove partirebbe ad esaminare il soggetto?

- Dalla diagnosi preliminare.

- E successivamente?

- Successivamente verificherei in prima persona la certezza di tale diagnosi.

- Quindi abbiamo il PTS, la sindrome del sopravvissuto e l'acluofobia.

- Esatto.

- Lei ha paura del buio Dottor Russell?

Fu strano. Il botta e risposta avvenuto fino a quel momento, fu quasi istintivo. Mentre osservavo il giardino fuori dalla clinica, preso a rimirare i colori accesi dei fiori, aveo ragionato e risposto in maniera istintiva senza pensarci concretamente, fino a quella domanda. Riportai lo sguardo sull'uomo osservandolo nel suo completo marrone. Non riuscivo a capire. Per la prima volta non riuscivo a comprendere a pieno il suo intento.

- Quindi? Avete o non avete paura del buio Dottor Russell?

- Io... no, non credo di avere paura del buio.

- Siete disposto a provarlo? perchè come sa, solo con gli esperimenti si ottengono dei risultati che possono avvalorare o confutare tale diagnosi.

- Io... non ho paura del buio stesso ma... di quello che mi porta a pensare... di quello che mi porta ricordare.

- Capisco. Quindi una situazione di completa oscurità la porta alla mente i ricordi orribili della guerra e pensieri ancora più paurosi. Cosa teme di quei pensieri?

- La perdita di controllo.

- Vuole spiegarmi meglio?

- Temo mi possano portate ad agire in maniera sconsiderata, senza pensare... temo possano portarmi a fare cose di cui possa pentirmi in un futuro.

- Eppure lei pensa eccessivamente.

- Come?

- Lei. Lei è uno che pensa troppo Dottor Russell. Capisco che il suo desiderio sia quello di fare sempre la cosa più giusta nel migliore dei modi, senza errare per ottenere sempre il miglior risultato possibile, e per questo a bisogno di pensare, analizzare ogni scenario, ogni possibilità ed ogni variabile, ma lei è anche un chirurgo. Quando deve operare deve prendere delle decisioni e non si può permettere di perdere tempo prima di c...

- Io sono un ottimo Chirurgo!

- Allora comprenderà che quello che le sto dicendo è vero. Lei dice di aver paura di cedere all'istinto così radicalmetne da perdere la ragione, eppure è il primo che ammette, che sa e che compie azioni avventate durante le operazioni chirurgiche.

- Ma per quello sono preparato, ho studiato qualsiasi soluzione medica possibile allo scopo di salvare vite.

- Allora salvi la sua vita.

Per la terza volta rimasi di sasso. L'indecifrabilità di quell'uomo era tale da lasciarmi incapace di analizzare la situazione. Ogni variabile era invisibile, ogni intento celato dalla realtà dei fatti, delle sue parole. L'evoluzione del discorso preso era stato creato in modo tale da portarmi in una fase di stallo, come una persona davanti allo specchio per constatare di essere lui stesso il riflesso. Dovevo essere messo in mostra, dovevo mostrarmi a me stesso per quello che sono, comprendere la realtà dei fatti, destrutturarla, identificare il problema per poi trovare la soluzione più adatta al problema.

- Dopo tutto è quello che mi ha detto di voler fare poco fa non è vero? Aiutarmi con questo caso clinico, trovare una soluzione, una cura alla malattia. E sappiamo per certo che lei è l'unico fra i due a poter agire sul paziente per curarlo. Esamini il problema che l'affligge ed impari da esso perchè non esiste nessun volume da leggere nel quale potrà trovare ed apprendere i modi utili per "vivere".

A life without purpose is useless.

Capital City - 2513

Nella City ogni professione ha la sua cerchia di intellettuali. Persone scelte fra le menti più fini, salotti dove le discussioni si evolvono e possono portare a risvolti pratici ed influenzare la vita dell'intera popolazione dei mondi centrali. In molti a Capital City reputano sia più importante, fra i vari salotti, quello Politico, dove la stessa Shepard ha preso parte prima di ricoprire la carica di Presidente. Ma chi vi partecipa sa che la vera cerchia in grado di muovere gran parte dell'economia dei Core Worlds è quella dei Medici. Che siano Chimici, Chirurghi, Farmacisti o Teorici, riunendosi nei loro salotti sono in grado di portare le discussioni mediche ad alti livelli, possono prendere decisioni che possono smuovere l'economia per la scelta dei medicinali da produrre o meno, i prezzi da imporre sul mercato, o le ricerche da divulgare per migliorare le condizioni di vita dei popoli dei mondi esterni. I Medici sono in grado di muovere e rigirare il 'Verse con molta facilità. Nel 2512, sulle bocche dei vari partecipanti del Salotto Medico, cominciò a prendere posto il nome di Abe Stone, Medico Rimmer nonchè debellatore di un epidemia di fuoco di Saint Miguel a Richleaf ed anche se gli venne concessa una Laurea ad Onorem dall'Università della capitale, per molti medici dei mondi centrali, veniva considerato ancora "un semplice Rimmer".

La visita alle varie strutture mediche della capitale, fu uno dei privilegi concessi dalla stessa Università, per permettere al Promettente rimmer di osservare i vari laboratori, le strutture costosissime ed i vari reparti. Una sorta di "dito nella piaga" per insinuare come i Corer possiedano i mezzi per fare qualsiasi cosa, a differenza dei Rimmer.
Fu nella struttura Psichiatrica di Capital City che il Medico si fermò per più tempo e dove, grazie alla collaborazione della Dottoressa Blackwood, si aggiornò sui vari pazienti in cura, per apprendere il trattamento imposto dalla struttura medica, le evoluzioni delle varie sperimentazioni e le analisi dei relativi medici.

- George Russell, ventitrè anni, uomo, caucasico, originario di Capital City. Internato per un esaurimento nervoso sfociato in patologie quali: Stress post-traumatico, Sindrome del sopravvissuto ed Acluofobia. Residente presso la struttura da un anno ormai. Qualche progresso?

Chiese con fare professionale verso la bionda seduta sulla poltrona a lui davanti. Accavallando le gambe e risistemandosi la cartelletta, osservò la foto del paziente.

- Il paziente si è mostrato per la maggior parte del tempo collaborativo durante la terapia. 

- Per la maggior parte? Se ha rifiutato la terapia sarebbe una reazione comune e comprensibile.

- Ci sono stati alcuni episodi in cui il paziente ha preferito mettersi sul mio stesso livello, come medico, per discutere del suo stesso caso clinico o rivoltare le domande in modo da ottenere risposte ed informazioni, quasi volesse analizzarmi.

- Come se stesse stilando una sorta di anamnesi?

- Precisamente.

Il medico riportò lo sguardo sulla cartelletta osservando con attenzione i vari rapporti scritti dalla donna.

- Che impressione si è fatta del soggetto?

- Russell è... un paziente singolare in effetti. Durante le sessioni è stato difficile riuscire a determinare correttamente il suo profilo psicologico. A volte vorrebbe essere il medico in grado di guarire chiunque, in grado di combattere ogni malattia, accettando la vittoria come solo risultato...

- Come tutti noi medici del resto...

- A volte cade in depressione, non riesce a determinare uno scopo sensato, ideale o coerente che possa permettergli di vivere.
Lo sguardo chiaro della dottoressa si fissò sull'espressione pensosa dell'uomo, osservandolo con attenzione quasi stesse analizzando un nuovo paziente.

- Uno scopo...

- Russell, ritiene che vivere una vita senza realizzare qualcosa di concreto, senza creare un beneficio o rendere migliori le situazioni di vita di altri non abbia senso. Vivere soltanto per vivere la giornata, equivale ad essere un essere comune, una nullità a detta sua. 

- Un po' superbo da parte sua.

- Forse. Ma non è forse quello che tutti noi aspiriamo durante la nostra adolesceza?

Il dottor Stone rialzò lo sguardo sul volto della bionda, inarcando un sopracciglio nel sentire la sua risposta, curioso per il tono utilizzato dalla stessa.

- Noto che il caso le interessa particolarmente.

- ... Russell è un paziente singolare ma non ritengo che sia da affiancare agli altri pazienti. Non è...

- Al loro livello? Eppure ha reazioni parecchio estreme.

- Alcuni lo considerebbero passionale per questo.

- Alcuni o lei dottoressa?

- Ritengo che il paziente sia insoddisfatto dalla sua vita, che abbia accettato di arruolarsi per ricercare uno scopo da perseguire nella sua vita, e notando come la guerra crei più danni che condizioni favorevoli alla vita, si sia sentito tradito dal mondo stesso in cui ha vissuto, scoprendo come la realtà presentatagli sia una mera bugia. Russell aspira a qualcosa di grande, ama il suo lavoro, crede profondamente nel giuramento che ha prestato, di salvare ogni vita possibile, ad ogni costo, indipendentemente delle sue stesse condizioni di salute. A mio avviso dovremme essere dimesso, rientrare nel mondo reale e ricercare in questo, la sua strada.

Il silenzio prese posto alle parole della dottoressa Blackwood. Il dottor Stone continuò a sfogliare la cartelletta del paziente prendendosi tutto il tempo esistente, come se si ritrovasse in un laboratorio, davanti al microscopio adanalizzare l'evoluzione e la diffusione di un agente patogeno.

- Comprendo il suo punto di vista dottoressa e mi piacerebbe assistere alla presentazione della sua richiesta di rilascio alla commissione medica. Penso che il paziente sia interessante, anche se per condividere la sua valutazione dovrei comunque avere modo di esaminare il soggetto in prima persona.

- Quando è disponibile ad incontrarlo?

Il rimmer alzò nuovamente il capo, la fronte corrugata per la sorpresa ed il sospetto.

- Anche subito Dottoressa Blackwood.